Mani a forma di cuore davanti al logo di The Bunker durante un evento

THE BUNKER RECORDS — UN ANNO DOPO

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Un anno. Una direzione.

È passato un anno dall’apertura ufficiale di The Bunker Records come label. Un anno in cui l’idea iniziale ha iniziato a trasformarsi in una realtà concreta, fatta di musica, ricerca, uscite e soprattutto di una direzione artistica sempre più definita.

Costruire un'identità

Int. È passato un anno dalla nascita della label. Cosa rappresenta per voi questo primo traguardo?

TB

Un anno può sembrare poco, soprattutto nel mondo della musica elettronica, ma per noi è stato un periodo molto intenso. The Bunker Records nasce dalla necessità di dare una forma precisa a quello che facciamo e alla musica in cui crediamo.

Non volevamo semplicemente creare un’altra label techno. Volevamo costruire un’identità, uno spazio in cui la musica potesse avere il ruolo principale e dove ogni uscita avesse un significato all’interno di un percorso.

Questo primo anno ci ha permesso di capire ancora meglio dove vogliamo andare.

Musica senza barriere

Int. La vostra presenza digitale è una parte importante del progetto.

TB

Assolutamente. Oggi una label non vive soltanto attraverso il supporto fisico o il momento della release. Il lavoro continua attraverso le piattaforme, i podcast, la radio e tutto quello che permette alla musica di rimanere in movimento.

Sui nostri canali SoundCloud e Beatport accompagniamo e sponsorizziamo le nostre uscite e la sezione radio, mentre gli EP digitali vengono distribuiti contemporaneamente sulle principali piattaforme digitali.

Per noi è importante che una release possa arrivare all’ascoltatore senza barriere, indipendentemente dal modo in cui sceglie di ascoltare musica.

La radio, una connessione

Int. E poi c'è la radio. Che ruolo ha all'interno del Bunker?

TB

La radio è una parte fondamentale della nostra identità. Non la consideriamo semplicemente uno spazio promozionale per le release.

È un luogo dove possiamo raccontare il nostro suono in maniera più ampia, ospitare sessioni, podcast e artisti, creare connessioni.

Una release dura nel tempo, ma anche un set, una selezione o una sessione radio possono raccontare molto di un artista. Per questo vogliamo continuare a sviluppare questa parte del progetto.

Il suono di un collettivo

Int. Il primo Various Artist è stato un altro passaggio importante.

TB

Sì. Il primo Various Artist rappresentava perfettamente l’idea di collettivo che sta alla base del progetto.

Mettere insieme più artisti significa creare un dialogo tra personalità diverse, mantenendo però una direzione comune. Non cercavamo necessariamente uniformità, ma una connessione.

È stato un primo capitolo e, allo stesso tempo, un modo per dichiarare la nostra identità.

Una nuova fase

Int. E adesso cosa succede?

TB

Adesso la label si apre a una nuova fase.

Dopo il primo Various Artist, The Bunker Records si prepara ad accogliere i prossimi artisti e le prossime produzioni.

La selezione rimarrà legata alla nostra idea di techno/hard: energia, ricerca, groove, tensione e soprattutto autenticità.

Non ci interessa seguire semplicemente quello che succede in un determinato momento. Preferiamo costruire un catalogo che nel tempo possa raccontare chi siamo.

Dalle fondamenta al futuro

Int. Quindi il secondo anno sarà soprattutto un anno di crescita?

TB

Più che crescita, parlerei di evoluzione.

Il primo anno ci ha dato una base. Ora vogliamo svilupparla, dare maggiore spazio agli artisti, ampliare il catalogo e continuare a far vivere la label attraverso la musica e la radio.

The Bunker è uno spazio aperto, ma con un’identità precisa.

E se il primo anno è servito a costruire le fondamenta, adesso è arrivato il momento di riempire il Bunker di nuove storie, nuovi suoni e nuovi artisti.

The Bunker Records

The next chapter begins.

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